Irma Farkas, una seducente e giovane donna, il 13 febbraio del 1971 abbandona Budapest, dove si guadagnava da vivere come entraineuse, diretta a Torino, con in tasca un contratto di ragazza di sala offertole da un noto locale notturno torinese.
Sono gli anni in cui il capoluogo piemontese è scosso dalle lotte sociali e dalle nefandezze del terrorismo.
A Torino, in una particolare occasione, ha modo di conoscere un uomo di quarant’anni, un incontro che si rivelerà determinante per la sua ascesa sociale, da ragazza di sala a modella a proprietaria di una boutique di moda per sole donne, “Irma per lei”, da sempre il sogno della sua vita.
La conoscenza con il quarantenne si trasformerà in un caldo rapporto amoroso destinato, però, a un finale drammatico.
Il susseguirsi delle vicende che costellano la sua vita a Torino – i problemi quotidiani, i momenti di serena allegria, gli spazi romantici, gli affetti, gli amori, il singolare rapporto di profonda amicizia con il titolare di un laboratorio artigianale posto nel palazzo di fronte alla sua boutique, gli amori, le turbolenze sociali – sono filtrati attraverso un carattere che denota un’attitudine a tenere fermo lo sguardo solo sulle cose a cui lei dà valore, a non sottostare agli effetti negativi prodotti da delusioni, rimpianti.
Un’ombra l’avvolge, è il mistero del suo passato, un passato nel quale a nessuno è concesso di penetrare; un’amarezza le riempie l’anima, la convinzione, causata dal modo burrascoso con cui s’interrompono i suoi amori, che a lei è negato il dono di un rapporto amoroso permanente, in sostanza, un amore che duri una vita.